L'impostazione della manovra finanziara 2011 del Governo Monti impenna le entrate mentre poco favorisce lo sviluppo, mentre altri soggetti se la godono.
Nell'ultima legislatura del centrosinistra vennero fatti numerosi passi per intervenire sui parametri economico-finanziari per riportarli nei parametri di Maastricht, per esempio lo spread tra i BTP ed i Bund tedeschi si attestava a 37 punti basis. Ma i sacrifici concreti sono stati a carico dei cittadini mentre la Casta ben poco ha fatto, se non qualche rara eccezione pur mantenendo i vari privilegi.
Quel tale dell'estrema sinistra che tanto aveva a cuore l'eliminazione della proprietà privata e la tassazione delle grandi patrimoni privati che già venivano tassati mentre poco vedeva altri aspetti dello Stato che ben più sperperava: sprechi nella pubblica amministrazione, sprechi nella spesa pubblica (già citare la spesa sanitaria non basterebbe né un capitolo a sé né addirittura un libro), anche i giornali hanno evidenziato che i fenomeni degli stipendi doppi, tripli oltre a conflitti di interesse peuperati da non pochi dipendenti statali sono orripilanti. Tirando la riga si ottiene un importo con troppi zeri. Una cifra da capogiro per un cittatino comune che ha ben altre realtà.
Inoltre viene anche un dubbio sul cos'è un "grande patrimonio" così tanto visto con il sangue negli occhi da quei tali: 1.000 euro, 50.000 euro, un milione di euro…
In sostanza erano stati demonizzati anche i benestanti che pure pagavano tutti i dovuti tributi.
La legislatura successiva il governo di centrodestra è stato investito dalla Grande Crisi Finanziaria del 2008. I tanti bei propositi che erano riassumibili nel "governo del fare" (?) ben presto si sono rilevati in un "governo del non fare" per il bene del Paese ma solo per i propri interessi andando a realizzare un sistema di amici (che ben presto si è espansa agli "amici degli amici") ed informalità che hanno permesso la formazione di strutture non trasparenti. Da qui vediamo la magistratura indagare sulla P3, P4, affari di dubbia natura, bunga-bunga… Lo stesso Silvio Berlusconi aveva fatto delle constatazioni sul pagamento dei tributi che hanno agghiacciato tutti gli onesti cittadini che tanti sacrifici fanno per onorarli. L'ex-premier in un'intercettazione resa pubblica affermava di essere un "primo ministro a tempo perso", affermazione che non può che far spaventare chiunque abbia un minimo di buon senso in un momento di grave crisi finanziaria. In sostanza il centrodestra è stato l'istigatore nel vedere i tributi come un male dello Stato. Aberrante.
Inoltre anche le norme sui falsi in bilancio erano state cambiate permettendo di creare "finanze creative" a cui ben hanno potuto sguazzare truffatori di ogni risma ai danni degli onesti risparmiatori e del sistema Italia. Notevole è stata l'escalation di corruzione, evasione e tangenti, anche grazie al centrodestra che tanto aveva a cuore e l'ambizione il Tea Party, inspirandosi a quello degli Stati Uniti, che ha come rappresentanti di quel movimento orientati nell'essere anti-tasse ed anti-Stato. Del resto la Lega Nord non può che essere la "prova del nove". Quindi anche il centrodestra ha ben troppo distorto le fonti dei problemi dello Stato. Non dimentichiamo quanto emerso dall'intercettazione dell'imprenditore che rideva sulle disgrazie di chi era rimasto vittima in Abruzzo pensando agli affari che avrebbe realizzato.
Quindi il governo Berlusconi era orientato ad intaccare lo stato sociale ed il diritto di chi aveva già lavorato una vita mentre invece faceva passare che la cultura dell'illegalità fiscale, con l'evasione, non fosse un comportamento sbagliato.
L'ex-premier Berlusconi fino al maggio 2011 sosteneva che l'Italia non fosse stata toccata dalla crisi finanziaria, mentre la realtà nazionale era tutt'altra cosa. Con il passare del tempo aumentava il lassismo e l'inerzia del governo che ormai si dedicava più a sterili battute contro i lavoratori. Anche i partner Europei volvevano vedere più nitidamente la situazione che era distorta dal primo ministro. Fattosta che a fine agosto 2011 già si registravano ben due manovre finanziarie nonostante fino a poche settimane prima il leader di centrodestra descriveva la realtà italiana senza alcuni problemi di sorta. Inoltre c'era un continuo distaccamento tra il primo ministro e gli italiani, incluso il suo elettorato che perdeva continuamente quote.
Nonostanteciò si era cercato di tenere in vita un governo che non era più in grado né di governare né ritagliarsi uno spazio nel rango internazionale, ed anche i numeri sulla fiducia che erano chiesti per proseguire "l'azione di governo" non erano più sufficienti, mentre lo spread tra i Btp e Bund aveva superato i 470 punti basis, e finalmente si decise di passare ad un governo tecnico di larghe intese guidato dal neo senatore Mario Monti.
Questa soluzione di un governo a larghe intese che ha coinvolto sia il centrodestra che il centrosinistra ha portato ad un'ulteriore manovra finanziaria, che essendo proprio nata sotto un governo tecnico non ha né padre né madre. Quindi una volta che sarà finito sia il centrodestra che il centrosinistra non avranno la responsabilità diretta della firma sui sacrifici "lacrime e sangue" a cui sono posti gli italiani.
La manovra colpisce sia i benestanti che la gente comune pesantemente. Però è curioso vedere come da questa ci siano i privilegiati. Indubbiamente la Casta è una delle meno colpite in proporzione, se è vero che lo stipendio si attesta alla media dei loro colleghi europeri questi ultimi però non godono dei privilegi che usufruiscono i nostri. Ma oltre ai soldi diretti ed indiretti c'è anche da considerare tutto l'indotto che ruota intorno alla Casta, per esempio la gestione immobiliare. Ma se è stata vista quella del potere centrale, c'è anche quella periferiche, che seppur con minor corrispettivi, eccetto alcuni casi eclatanti, generano altro indotto di inefficienza. Oltre a questa inefficienza ordinaria occorre anche considerare i doppioni o loro successive repliche che non possono far altro che materializzare il mostro burocratico che purtroppo ben conosciamo.
Abbiamo tristemente constatato che ci sono personaggi che hanno intascato i contribuiti statali ai partiti e non possiamo che augurarci in casi sporadici. Tuttavia proprio da questo squallore non può che emergere una riflessione sul finanziamento pubblico ai partiti, e certamente sarebbe meglio chiudere l'erogazione di questi fondi. Inoltre è emerso che vengono erogati fino ad un quinquennio dopo il loro scioglimento e ciò non può avere assolutamente senso.
Siano restituiti i soldi truffati allo Stato che li devolva ai cittadini ripristinado l'esonero di pagare le imposte sulla prima casa.
Le Caste, centrale e periferiche, per continuare a vivere hanno costruito una macchina burocratica aberrante per chiunque abbia la buona intenzione di svolgere un lavoro dimenticando che l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, come del resto recita l'Art. 1 della Costituzione. Purtroppo la complessità della burocrazia fa ipotizzare una velata tangente di Stato.
Oltre alla Casta ed alla burocrazia ci sono numerose altre "zone grigie", per esempio il capitolo Vaticano che è quasi completamente esentasse. Infatti oltre al percepire dell'8‰ ha numerosi altri privilegi: l'esonero ICI, una grossa fetta di immobili (ci sono stime che indicano tra il 20% ed il 25% di tutti gli immobili presenti nel solo Comune di Roma) di cui emergono con gli scandali che ha visto assegnare un immobile della Propaganda Fide ad un ex-ministro senza che questi ne fosse a conoscenza ma che per caso disponeva. A ciò si aggiunge la possibilità di vendere carburanti senza le accise che invece gravano ai cittadini italiani che non possono permettersi il lusso od il privilegio di un pieno nello Stato Vaticano. Oltre a ciò si aggiunge l'esonero delle tasse sull'alcool etilico, che invece è ben presente in Italia. Il Vaticano ha anche una propria banca a tutti gli effetti che non pare preveda le stesse imposte che sono applicate dai competitor presenti sul territorio Italiano. Probabilmente ci sono numerosi altri esempi, ma mi indigna vedere che proprio solo danno i principi morali…
Agli esempi sopra citati se ne potrebbero aggiungere numerosi altri, per esempio l'inutile acquisto dei 131 aerei militari "Joint Strike Fighter F-35" sia per l'Aeronautica che per la Marina, ognuno dei quali pare che venga a costare sugli 80 milioni di euro ciascuno senza tenere conto che si tratta di aerei più adatti alla guerra fredda, con centinaia di errori di progettazione e che lo stato Italiano potrà avere al massimo la licenza d'uso ma non l'effettiva proprietà. Dopo che è stato sollevato lo scandalo è sorta una viva discussione sia tra i cittadini sia i politici sia in Rete. Dopo intensi giorni di dibattito il ministro ha intuito che l'attuale situazione economico finanziaria non permetteva l'acquisto di tutti quegli aerei ma ne venivano appena ridotti di una trentina. La scelta dell'acquisto degli F35 ha avuto l'alleanza strategica con gli USA e contemporaneamente l'abbandono del progetto Europeo Eurofighter. Tuttavia non penso che siano necessari tutti quegli aerei. Oltre agli aerei che tutti assieme illumineranno la volta celeste dell'aeronautica e della marina…
E proprio la Marina Militare esige la sua contropartita. Ai "lupi di mare" del Ministero è prevista la portaerei Cavour da un miliardo e mezzo di euro a cui verrebbero dedicati gli F-35 versione B, a decollo corto. A questa cattedrale (galleggiante) dei mari viene a costare una fortuna sia quando è in navigazione (200.000 euro/giorno) che quando rimane attraccata al molo, 100.000 euro/giorno. Già la Garibaldi era sufficiente per le necessità operative. Inoltre si aggiungono le dieci fregate extra-lusso per un totale di 6 miliardi di euro, di cui molti esperti nutrono dubbi sull'enorme quantità e sulla misteriosa maggiorazione dei costi rispetto alle Marine di altri Stati Europei.
Alle spese di questo Ministero si sommeranno tutte quelle degli altri che spero siano molto più parsimoniosi…
A livello privato è bene non dimenticare i grassi affari delle banche con i recenti tagli ai costi del denaro decretati da Mario Draghi all'un percento mentre gli istituti di credito li cedono all'otto percento, quindi c'è una tangente, oops commissione, del 7% di cui è un mistero se questi beni ne fossero tassati. Inoltre c'è poca traccia di colpire chi ha creato la crisi finanziara con adeguate tassazioni a chi storna ingenti capitali. Con "ingenti capitali" non penso a quelli percepiti dopo una vita di lavoro, ma di gran lunga ben superiori.
Si dice che sia stato progettato un sistema in grado di rilevare fino alle più piccole incongruenze ma ci sono ben tre enti che assieme non riescono a centrare l'obiettivo, vedi Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate ed Equitalia mentre all'estero si trova un'unica entità, ecco ancora una volta le discutibili ridondanze burocratiche italiane.
Mi indigno pensando che attualmente si focalizzi l'attenzione solamente ai giovani mentre tutti gli altri sembrano non esistere secondo le statistiche, eppure anche i non più giovani devono avere gli stessi diritti e doveri così come è sancito sin dall'Art. 1 della Costituzione Italiana, se lor signori se ne fossero dimenticati.
Mi indigno quando leggo certe affermazioni di chi ci governa sulla monotonia del posto fisso di lavoro, ed in questo periodo rattristisce pensando allo scarso lavoro che c'è, oltre a quella che gli Italiani cerchino un lavoro vicino la casa dei genitori considerandone i figli "mammoni". Provo amarezza pensando al tale che dà dello sfigato a chi si è laureato oltre i 28 anni, egli dimostra di non conoscere né il sistema universitario italiano, né i singoli casi per cui ci si laurea a più di 28 anni, quasi dimenticando gli studenti lavoratori.
Non per questo dimentico uno dei predecessori che dava dei "farabutti" o all'altro tale che apostrofava con "bamboccioni" i figli che già grandi vivono con i genitori. E questo è solo una piccola parte del grande repertorio che i politici sono soliti dare.
Ma queste pessime battute sembrano fatte per distogliere l'attenzione dal nocciolo della questione. Premesso che sono convinto che sia necessario adempiere ai propri doveri fiscali ma anche la materia dovrebbe essere chiara e limpida da essere compresa da chiunque e non da azzeccagarbugli. La chiarezza permette l'assenza dell'alone dell'aleatorietà, del dubbio, delle interpretazioni e quindi errori. Secondo i responsabili fiscali si vorrebbe ridurre il numero delle pagine dalle oltre cento attuali ad uno sperato paio. Però si legge che verrebbero aggiunte numerose altre informazioni ai contribuenti. Forse stanno preparando due pagine di fogli A0 stampate in fronte retro con testo a corpo 5 e le note a corpo 3…
Penso che chiunque paghi le tasse goda della stessa dignità indipendentemente da quanto ha guadagnato, così come penso chi evade o truffa lo Stato sono entrambi esempi negativi. Conseguentemente non mi sembra un peccato se qualcuno avesse la possibilità di avere un'auto di lusso, una casa signorile avendo pagato le proprie tasse, se avesse le disponibilità per permettersele può giustamente possederle senza che nessuno gli dica nulla, personalmente non avrei invidia e se magari avessi molto, ma molto di più forse qualcosa l'acquisterei.
Secondo me è bene che ci siano delle verifiche fiscali. Inoltre un controllo potrebbe mettere in luce eventuali distorsioni del mercato proprio grazie all'evasione potendo questi truffatori contare su una quantità di risorse maggiore degli onesti. Penso che sia anche un reato da perseguire l'utilizzo di licenze software "a sbafo" nell'ambito professionale. Non per questo ho deciso sempre di evitare la progettazione di siti con tecnologie proprietarie che richiederebbero fior di quattrini e questo onere ricadrebbe su chi eventualmente me ne richiedesse con un conseguente incremento del prezzo. Ma se ci fate caso noterete che molti vorrebbero avere servizi di elevata qualità senza però pagare il giusto corrispettivo. Purtroppo ho la sensazione che molti evasori possano avere uno sconto consistente patteggiando potendo contare su un pagamento di circa un terzo del dovuto.
Purtroppo dalla lettura di alcuni articoli di giornale sembra che per gli evasori possano paradossalmente trarre un vantaggio semplicemente patteggiando, cioè riconoscendo la loro illegalità ma limitando ad un terzo del totale delle imposte che avrebbero dovuto pagare. In definitiva sarebbe un bel vantaggio fiscale rispetto a tutti quelli che onestamente hanno pagato per intero le imposte. Spero che ciò cambi.
La vera manovra finanziaria del Governo tecnico presieduto dal Senatore Monti dovrebbe essere pagata per intero dall'evasione fiscale che pare essere di circa 200 miliardi di euro. Probabilmente una maggioranza di questa ricchezza è ad opera della criminalità organizzata perché ben poco potrebbe essere riconducibile ai cittadini ammesso e non concesso che tutti gli italiani, poppanti e moribondi inclusi, in media non dichiarino circa 3.000 euro annui.
Enormi responsabilità ormai sono imputabili alle agenzie di rating che declassano gli Stati senza presupposti economico-finanziari certi. Questi abusi è bene che siano perseguiti poiché le scelte fatte di abbassare il rating di una Nazione senza giusta causa si ripercuotono negativamente sui cittadini ed allo sviluppo dello Stato oltre al suo migliore agevolamento nel riportarsi ai criteri di risanamento.
I grandi costruttori dovrebbero essere quelli a pagare di più per la creazione di immobili, e non troppo raramente in violazione dei rischi idro-geologici, ma anche costruzioni di scarsa qualità a cui viene il dubbio del loro effettivo valore di vendita.
Siano i governanti a pagare i propri errori e scaricarli ingiustamente gli altri per le proprie malefatte passate. I cittadini sono stanchi di essere presi in giro dai loro teoremi, mentre invece vogliono la sicurezza nel presente e la certezza di vivere dignitosamente bene quando andranno in pensione, mentre ormai il ruolo dell'INPS è stato ridotto ad un fondo da cui poter avere gettito sottraendo le risorse economiche di chi aveva costruito nel tempo della propria attività lavorativa. I cittadini vogliono avere un guadagno per potersi permettere un tetto dove potresi rigenerare dalla giornata lavorativa apppena trascorsa e prepararsi alla successiva, inoltre voglio poter avere intrattenimenti veri e non limitarsi ai centri commerciali come punto di ritrovo. I cittadini vogliono vivere la vita oltre a dedicarsi ai propri affetti e dei servizi che profumatamente pagano con le proprie imposte.
Basta con le spese pazze per soddisfare i capricci di questo o quel ministro per cose inutili. Basta del carrozzone burocratico che frena lo sviluppo del Paese e non è più all'altezza dell'epoca moderna. Basta con l'inerzia che rischia di far perdere all'Italia decine di miliardi dei contribuiti Europei a causa della Politica e delle varie amministrazioni ed ancora burocrazia mentre potrebbero essere spesi per progetti che potrebbero portare lavoro a svariate centinaia di miglia di disoccupati.
Sia anche la politica ed il mondo della finanza a pagare per le cause che hanno generato la crisi, i cittadini sono vittime delle scelte altrui. Bene l'appello del Presidente Napolitano affinché possa essere una scossa incisiva nel tornare ad essere un Paese produttivo ed orientato alla crescita.
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