Come calcolare il rimborso od il pagamento

 

Numerosi esempi chiariranno come procedere per il calcolo del bilancio dell'IVA

 

L'IVA a credito è quella che si pagata nelle fatture ricevute, mentre l'IVA a debito è quella che si riceve sulle fatture emesse.
Le fatture sono composte principalmente dalle seguenti voci: imponibile, IVA ed il totale fattura.
Se l'IVA a credito è maggiore di quella a debito allora si richiederà il rimborso allo Stato sull'IVA ottenuto dalla differenza. Altrimenti se l'IVA a debito fosse maggiore di quella a credito allora si verserà allo Stato la differenza.

Esempi

Esempio 1: acquistando un prodotto di 100.000 euro e la vendita di un bene da 30.000 euro con entrambi le aliquote IVA del 20%.
I dettagli fatture sono per il primo si avrà un imponibile di 100.000 euro, IVA di 20.000 euro e totale fattura di 120.000 euro; mentre per l'altro avremo che l'imponibile è di 30.000 euro, IVA di 6.000 euro ed il totale fattura di 36.000 euro.
Il bilancio essendo di 20.000 euro (credito) - 6.000 euro (debito) = 14.000 euro che si chiederà il rimborso allo Stato.

Esempio 2: acquisto di un prodotto di 2.000 euro e la vendita di un bene da 30.000 euro con entrambi le aliquote IVA del 20%.
I dettagli fatture sono per il primo l'imponibile è di 2.000 euro, l'IVA di 400 euro e totale fattura di 2.400 euro; mentre per l'altra l'imponibile è di 30.000 euro, l'IVA di 6.000 euro ed il totale fattura di 36.000 euro.
Poiché osserviamo che l'IVA a debito è maggiore di quella credito, allora bisognerà versare allo Stato. Quantizzando il bilancio sarà di 6.000 euro (debito) - 400 euro (credito) = 5.600 euro che si dovrà versare allo Stato.

Esempio 3. Nel corso di un anno fiscale siano state registrate le seguenti scritture contabili: acquisto locale uso negozio per 180.000 euro da un'agenzia immobiliare che applica una commissione del 3% sul valore pattuito (aliquota IVA al 20%), vendita di un'auto da 10.000 euro attraverso un rivenditore che applica una commissione del 10% (aliquota IVA del 20%), attività di lavoro autonomo per complessivi 15.000 euro (aliquota IVA del 20%), acquisto di materiale informatico per 700 euro (aliquota IVA al 20%), utenze telefoniche per 600 euro (importo ivato del 20%).
Iniziamo separando le operazioni in base all'IVA a credito o a debito notando che nel primo caso c'è l'acquisto del locale, l'acquisto di materiale informatico e l'utenza telefonica (a cui bisognerà determinare la componente IVA). Nell'altro caso ci sono la vendita dell'auto e l'attività di lavoro autonomo.
Determiniamo la componente di IVA a credito dei precedenti e poi li sommiamo: dall'acquisto del locale uso negozio: 1080 euro (180000 * 0.03 * 0.2); l'acquisto di materiale informatico: 140 euro (700 * 0.2); l'utenza telefonica 600 - 600 / 1.2 = 100 euro. L'IVA a credito complessiva è di 1320 euro.
Valutiamo ora la componente di IVA a debito: vendita dell'auto: 200 euro (10000 * 0.1 * 0.2); il lavoro autonomo: 3000 euro (15000 * 0.2) per totali 3200 euro di IVA a debito.
Poiché l'IVA a debito è superiore dell'IVA a credito, allora dovremo versare allo Stato 3200 - 1320 = 1.880 euro.

Esempi di IVA a credito: il proprietario di un immobile effettua una ristrutturazione, l'acquisto (vendita) di una casa fatto con un'agenzia immobiliare, l'acquisto di un'automobile, computer e componenti informatiche, elettrodomestici, titoli di viaggio per i mezzi pubblici...

Esempi di IVA a debito: la vendita di una prestazione effettuata da un libero professionista, fattura rilasciata da un tassista per una corsa ed i precedenti casi visti da chi ha svolto un lavoro...

 

L'ultima modifica alla pagina è del 11-03-2011

 
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