La sezione volge a sensibilizzare sul referendum che si terrà 12 e 13 giugno a cui suggeriamo di votare Sì a tutti i quesiti.
La produzione dell'energia elettrica è un tema particolarmente sentito sin dalla Rivoluzione Industriale con la sua scoperta, utilizzo e diffusione. L'energia ha permesso all'umanità di evolvere dal settore primario (agricoltura e pesca) verso i più recenti. L'industria, e tutta l'economia industriale annessa, non può fare a meno dell'energia per funzionare proprio perché mancherebbe la produzione dei beni. Tantomeno conosceremmo i servizi che caratterizzano il settore terziario nonché il suo contributo economico per lo sviluppo del Paese, volte alla commercializzazione, trasporto o distribuzione dei beni prodotti dai settori primario e secondario.
Le dinamiche della globalizzazione richiedono una buona quantità di energia elettrica a costi contenuti per favorire la concorrenza e competizione nella produzione e vendita di beni e servizi. È facile constatare che l'energia è un bene che è necessario consumarlo immediatamente oppure riversarlo in accumulatori di carica elettrostatica, batterie, oppure fare una trasformazione chimica che possa permettere di ottenere un'altra risorsa che a sua volta possa essere riconvertita in elettricità oppure commercializzata, ad esempio con l'elettrolisi possiamo ricavare idrogeno dall'acqua consumando energia. Ora potremmo nuovamente riconvertire in energia elettrica oppure vendere l'idrogeno prodotto, infatti già ora cominciano ad esserci alcuni modelli di autoveicoli ibridi che ricorrono all'idrogeno e probabilmente in futuro potrebbe aumentare la diffusione nonché la richiesta. Osserviamo che l'elettrolisi dell'acqua ha bisogno di 1.6 - 1.8 Volt, mentre quello che restituisce una cella a combustione di idrogeno è 1 Volt che si riduce a 0.6 - 0.7 Volt se sotto carico.
Indubbiamente un sistema per avere più energia a disposizione consiste nel risparmio energetico sia aumentado l'efficienza dei dispositivi elettronici sia sensibilizzando la popolazione a consumare meglio e quando serve sia spronare l'amministrazione ad utilizzare l'energia elettrica in maniera migliore e dove serve.
Inoltre anche lo stile di vita è cambiato grazie alla diffusione dell'energia elettrica, basti pensare che grazie alla diffusione dell'energia si possono sfruttare le ore notturne sia per processi produttivi che per dedicare tempo nel privato ed ai propri svaghi, quindi permettendo di vivere l'altra mezza giornata di buio.
L'energia elettrica ha permesso di dare più sicurezza a chi percorre le strade illuminate nelle ore notturne.
Anche nelle case l'uso dell'energia elettrica si è fatto sempre più diffuso grazie all'aiuto che riceviamo dagli elettrodomestici per semplificare i compiti domestici.
Il lavaggio di una lavatrice permette di risparmiare ore nel lavare a mano l'abbigliamento tempo che invece possiamo dedicare a fare altro, senza contare che scegliendo il programma giusto possono lavare meglio che a mano… Inoltre la programmazione permette di personalizzare il tipo di lavaggio. Non meno trascurabile è l'impostare la partenza ritardata in maniera tale che possa avviarsi nelle prime ore del mattino sapendo che finirà in tempo utile per essere stesa prima di recarci in ufficio, quindi rincasare trovandola già ben asciugata, acquazzoni improvvisi permettendo…
Si sono diffusi anche robot domestici che contribuiscono alla pulizia per esempio del pavimento, oltre a mixer ed altri che semplificano il lavoro di chi cucina.
L'informatica ed Internet funzionano solo se alimentati da energia elettrica. La diffusione sempre più capillare della Rete con i servizi offerti è diventato un bene importantissimo. Ormai i beni primari di cui non possiamo più fare a meno sono l'acqua, l'energia elettrica, il gas metano ed Internet.
La produzione di energia elettrica avviene nelle centrali elettriche grazie ad una fonte primaria ne classifica il tipo: eolica, solare, idrica, geotermica, combustibili fossili, combustibili rinnovabili (scarti del legname biomassa, biogas, e rifiuti urbani solidi) e nucleare.
Riguardo le centrali fossili purtroppo per via sono causa di inquinamento atmosferico per via dell'anidride carbonica, monossido di carbonio, nitrati e polveri sottili che danneggiano la salute umana e l'ambiente, oltre ad essere una delle causa del riscaldamento globale. Inoltre basandosi su una fonte primaria non rinnovabile in futuro andrà esaurendosi. Sono necessari migliaia di anni per essere nuovamente disponibile in giacimenti. Oggi il continuo uso per i processi produttivi non possono velocizzare l'esaurimento delle risorse, quindi è una soluzione di approvvigionamento di energia elettrica senza sbocchi. Inoltre il protocollo di Kyoto pone dei vincoli stringenti per ridurre l'uso di questa fonte energetica.
Le centrali nucleari rappresentano il passato nella produzione energetica con alti rischi per la popolazione anche a centinaia di chilometri dagli impianti se subissero incidenti. In caso di incidenti già a livello di media gravità rischierebbe di non permettere di evaquare l'area per decenni nel migliore dei casi.
I costi sproporzionati per la realizzazione e lo smantellamento non la rendono assolutamente competitiva senza ingenti contributi statali.
E' necessario ricordare che l'Italia ha un elevato rischio sistmico con terremoti che possono essere paragonati a quello che recentemente ha interessato la centrale nucleare di Fukushima per settimane senza controllo, emette elevati tassi di radiazioni pericolose. Infatti non dimentichiamo che nel Lunedì 28 dicembre 1908 ci fu il devastante terremoto di Messina. Recentemente anche l'Unione Europea ha riconosciuto che l'Italia presenta gravi rischi sismici.
Inoltre è bene ricordare che le centrali nucleari ricorrendo all'uranio arricchito, per effettuare questo processo di preparazione sono necessari diversi cicli in cui vengono usate grandi quantità di energia elettrica e si immette nell'ambiente anidride carbonica ed altre sostanze velenose. Come ben noto qualsiasi reazione chimica reale ha un rendimento, quindi per ottenere da queste barre radioattive una certa energia è necessario averne consumata prima in una quantità ben superiore, conseguentemente la quantità di quello che otterremmo da una barra radioattiva arrivata alla fine del suo ciclo produttivo lo confrontassimo con quello che è stato necessario per la sua produzione, noteremo che si sarà consumato qualcosa di sproporzionamente maggiore di energia a priori.
Non dobbiamo dimenticare che nel corso del funzionamento le centrali nucleari "consumano" acqua, nel senso che necessitano di raffreddamento per evitare il surriscaldamento del nocciolo e conseguentemente la sua fusione parziale o totale. Ciò comporta alla mutazione dell'habitat per via dell'immissione nell'ambiente di acqua molto calda. Forse non tutti sanno che quando era in attività la centrale atomica di Latina i tecnici allevavano le aragoste…
Inoltre c'è il problema della gestione delle scorie radioattive, e sebbene questo materiale non sia più in grado di fornire energia, esse conterranno un elevato tasso di radioattività. Il loro trattamento richiede ulteriore energia e quindi da qualche altra parte si emetterà anidride carbonica nell'ambiente.
Possiamo constatare che le centrali nucleari seppur non generino anidride carbonica nel corso della produzione di energia elettrica, tuttavia essa ne è rilasciata sia per la realizzazione che per lo smaltimento. In definitiva le scorie radioattive saranno una vergogna che accompagnerà migliaia di generazioni future per soddisfare gli sporchi, pericolosi ed opachi affari dell'industria dell'atomo, permettendo di far lievitare i costi energetici all'inverosimile. Un modo di ricorrere all'energia assumendo i peggiori rischi tanto per oggi che per il futuro.
Inoltre proprio il 9 maggio 2011 il Premier Naoto Kan ha infatti detto che verrà chiusa una centrale nucleare per ragioni di sicurezza causando i timori per possibili problemi di approvvigionamento energetico, nonché la conseguente crollo in borsa del titolo di Chubu Electric Power.
Le fonti energetiche rinnovabili (eolica, solare, idrica, geotermica) hanno i pregi di non inquinare, non essere rischiose, sono ecologiche, democratiche e non sono causa dell'innalzamento della temperatura globale.
Il vero tallone d'Achille è nella disponibilità aleatoria della risorsa specifica, per esempio un parco eolico non può produrre energia in assenza di vento, il fotovoltaico non è in grado di essere operativo nelle ore notturne, l'ideroelettrico non è in grado di produrre se l'invaso non contenesse una sufficiente quantità d'acqua. Tuttavia almeno per l'eolico, se un parco risultasse essere non produttivo potrebbe essercene un altro a qualche decina di chilometri più in là in grado di produrre energia elettrica.
Più recentemente sono in fase sperimentale le centrali nucleari a fusione fredda che potrebbe essere un sistema complementare alle carenze delle centrali elettriche alimentate da fonti primarie naturali proprio per fornire la continuità energetica quando non sono in grado di immettere energia nella rete elettrica.
La sezione mostrerà gli specifici modi di produzione di energia mettendo in risalto anche quanto alcuni stiano cercando di promuovere il nucleare nonostante il mondo intero con il gravissimo incidente che ha coinvolto la centrale di Fukushima si stia interrogando sull'effettiva utilità di questa fonte energetica.
Già possiamo notare come le centrali elettriche di più piccole dimensioni hanno il pregio di rendere il sistema elettrico complessivo poco vulnerabile ad eventuali attacchi terroristici, permette di fare menutenzioni su uno senza compromettere la stabilità del sistema, permette ai cittadini di diventare loro stessi dei piccoli imprenditori ridistribuendo ricchezze ed aumentando la sensibilità all'ecosostenibilità.
Riguardo il fotovoltaico cominceremo con un caso di studio concreto orientato alle più moderne tecnologie sia per produrre energia che per fini industriali.
L'ultima modifica alla pagina è del 25-01-2012
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